Il Comune vuole destinare 4 milioni a nuove assunzioni
di Cristina Zagaria
Repubblica, 30 aprile 2012
Riccardo Realfonzo
materiali per riflettere sui temi della politica economica italiana ed europea
Realfonzo: "Per Monti i Comuni sono solo bancomat"
“Per Monti siamo solo bancomat”
di R.P.
Il Corriere del Mezzogiorno, 26 aprile 2012
La Giunta guidata dal Sindaco de Magistris si appresta a varare il bilancio di previsione. Quale è la situazione dei conti? E quale l’impatto sul Comune delle politiche contro la crisi del governo Monti?
La politica economica del governo è inadeguata – esordisce Riccardo Realfonzo, economista, assessore al Bilancio dell'amministrazione di palazzo San Giacomo -. L'esecutivo guidato da mario Monti procede con una linea di austerità, fatta di sforbiciate alla spesa pubblica, al fine di risanare i conti pubblici e abbattere il debito. Ma ormai tutti i dati mostrano che le manovre di Monti abbattono la crescita del Paese, mancando per questa ragione anche l’obiettivo del risanamento. Dal mio osservatorio la cosa risulta particolarmente evidente. La manovra del governo si affida in buona misura ai tagli dei trasferimenti ai Comuni: pensi che da quando la nostra giunta si è insediata il Comune di Napoli ha subito un taglio di circa 240 milioni di euro, oltre un terzo di quanto aveva nel 2010. E ciò impatta molto negativamente sulle economie locali.
E quali sono gli effetti maggiori di questi tagli?
In primo luogo, la grave crisi di liquidità e la conseguente difficoltà a pagare le imprese che lavorano con il Comune il che, appunto, tende ad aggravare la crisi dell’economia locale. E poi ovviamente abbiamo gravissime difficoltà a finanziare le spese fondamentali del Comune e un sistema di servizi pubblici locali dignitosi. A tutto questo si aggiungono i paradossali vincoli del Patto di Stabilità che spesso impediscono ai Comuni di spendere i pochi soldi che hanno in cassa.
Lei descrive un quadro molto grave. E la Giunta partenopea cosa fa per contrastare questa tendenza?
Tutto ciò che è in nostro potere. Lo scorso anno, con un bilancio di previsione elaborato in soli 15 giorni, siamo riusciti a contrarre di oltre 100 milioni la spesa comunale senza ridurre in alcuna maniera i servizi resi ai cittadini e preservando i posti di lavoro e i salari dei dipendenti comunali e delle aziende. E senza aumentare alcuna tassa o tariffa. Una operazione di aggressione meticolosa, caparbia e feroce agli sprechi e ai costi della politica del passato. Anche con riferimento alle società del Comune, dove abbiamo anche drasticamente ridotto le spese per i Cda ed avviato una riorganizzazione che sta già dando frutti importanti.
Critica il governo perché taglia la spesa e poi rivendica i tagli alla spesa comunale?
Gli addetti ai lavori comprendono bene che non c'è contraddizione. Vede, sostengo da tempo che per uscire dalla crisi occorrerebbe una politica espansiva. Ma nell’ordinamento italiano i Comuni subiscono le decisioni macroeconomiche del governo e delle regioni. Soprattutto nel caso dei Comuni del Mezzogiorno, la dipendenza dai trasferimenti statali è tale che se il governo taglia drasticamente i trasferimenti ai Comuni questi ultimi non possono che disporsi a contrarre la spesa. Io rivendico il fatto che sin qui la Giunta de Magistris sia riuscita ad assorbire del tutto i tagli dei trasferimenti, azzerando i costi delle politiche clientelari del passato, senza alcun onere per i cittadini e senza alcun incremento della pressione fiscale.
Si proseguirà quindi in questa direzione con il bilancio di previsione 2012?
Certo, ma il governo è andato troppo oltre. Il governo usa i Comuni come dei bancomat, prendendosi il cinquanta per cento del gettito dell’IMU, la tassa municipale sugli immobili che ha sostituito l’ICI. E nel 2012 ai cento milioni di nuovi tagli di Monti si aggiungono anche i pesanti tagli regionali, soprattutto a danno delle nostre società dei trasporti. Pensi che i tagli della Regione ai trasporti superano i cinquanta milioni negli ultimi due anni. E su tutta una serie di programmi ed opere che riguardano le nostre società, dal Caan a Bagnolifutura a Sirena, gli stanziamenti regionali si fanno attendere da troppo tempo, mettendoci in seria difficoltà. Anche sui grandi eventi come l’America’s Cup e il Forum delle Culture la Regione Campania centellina le risorse, mentre occorrerebbero investimenti massivi per aiutarci a rigenerare la città e in particolare le aree ex industriali e il centro storico. Per tutte queste ragioni, continueremo a contenere la spesa e a dare la caccia agli sprechi, ma oramai la sensazione è di non avere grandi margini di contenimento ulteriore della spesa. Non siamo praticamente più in condizione di procedere a nuovi tagli senza intaccare i servizi e garantire i posti di lavoro. E tutto ciò sarebbe disastroso. Per rilanciare l’economia cittadina servono servizi pubblici locali decorosi e non certo una disoccupazione ancora maggiore.
E quindi? Con questa premessa cosa ci riserverà il bilancio di previsione 2012? Maggiori tasse?
Noi dobbiamo tenere insieme una duplice esigenza. Da un lato, compensare almeno in parte gli ulteriori cento milioni di tagli dei trasferimenti dal centro e dall’altro difendere le fasce povere della cittadinanza, particolarmente colpite dalla crisi. Il che significa non aumentare le tariffe di cose come le mense scolastiche, gli asili e il trasporto pubblico. E ovviamente non aumentare la pressione fiscale sulle fasce di reddito più basse. Anzi io credo che compatibilmente con il quadro che sortirà dalla manovra complessivi di bilancio occorrerà fare un’attenta riflessione sull’addizionale Irpef sui redditi più bassi, che a Napoli attualmente è pari al cinque per mille, per verificare se vi sono margini per una riduzione. Farò ogni sforzo in questa direzione. Per fare tutto questo non possiamo che chiedere un contributo alla parte economicamente più solida della città. Con il sindaco e la Giunta rifletteremo in questi giorni sulle decisioni da assumere. La mia opinione comunque è che si debba utilizzare la leva dell’Imu per chiedere di più a coloro che posseggono più di un immobile, soprattutto se sfitto.
Sul versante delle società partecipate cosa dobbiamo attenderci?
La nostra politica resta orientata al rigore nel pubblico per la difesa del pubblico. Lavoriamo quotidianamente per abbattere i costi e renderle sempre più efficienti le società, senza rinunciare al controllo pubblico e difendendo i diritti dei lavoratori. E stiamo portando avanti progetti importanti, come quello della nuova società della mobilità, che nascerà entro fine anno dalla fusione di ANM, Metronapoli e Napolipark, e che sarà la più grande impresa del Mezzogiorno nel settore.
Insomma cosa si aspetta da questo bilancio di previsione?
Mi aspetto che con la guida del Sindaco la Giunta colga l’opportunità di fare una operazione che prosegua nella direzione del riequilibrio dei conti e della equità distributiva, creando le condizioni per rilanciare la macchina amministrativa, anche attraverso un futuro inserimento di giovani. Si tratta di esigenze inderogabili, perché senza enti locali risanati ed efficienti, finalmente liberi delle zavorre clientelari e della mala amministrazione del passato, e senza un sistema di sicurezza sociale minimo non ci può certo essere rilancio per l’economia locale.
Pd e a Sel entreranno in giunta?
Decide il sindaco. Ma la questione dipende anche dal Congresso del Pd e dagli assetti politici con i quali il centrosinistra si presenterà nel 2013.
di R.P.
Il Corriere del Mezzogiorno, 26 aprile 2012
La Giunta guidata dal Sindaco de Magistris si appresta a varare il bilancio di previsione. Quale è la situazione dei conti? E quale l’impatto sul Comune delle politiche contro la crisi del governo Monti?
La politica economica del governo è inadeguata – esordisce Riccardo Realfonzo, economista, assessore al Bilancio dell'amministrazione di palazzo San Giacomo -. L'esecutivo guidato da mario Monti procede con una linea di austerità, fatta di sforbiciate alla spesa pubblica, al fine di risanare i conti pubblici e abbattere il debito. Ma ormai tutti i dati mostrano che le manovre di Monti abbattono la crescita del Paese, mancando per questa ragione anche l’obiettivo del risanamento. Dal mio osservatorio la cosa risulta particolarmente evidente. La manovra del governo si affida in buona misura ai tagli dei trasferimenti ai Comuni: pensi che da quando la nostra giunta si è insediata il Comune di Napoli ha subito un taglio di circa 240 milioni di euro, oltre un terzo di quanto aveva nel 2010. E ciò impatta molto negativamente sulle economie locali.
E quali sono gli effetti maggiori di questi tagli?
In primo luogo, la grave crisi di liquidità e la conseguente difficoltà a pagare le imprese che lavorano con il Comune il che, appunto, tende ad aggravare la crisi dell’economia locale. E poi ovviamente abbiamo gravissime difficoltà a finanziare le spese fondamentali del Comune e un sistema di servizi pubblici locali dignitosi. A tutto questo si aggiungono i paradossali vincoli del Patto di Stabilità che spesso impediscono ai Comuni di spendere i pochi soldi che hanno in cassa.
Lei descrive un quadro molto grave. E la Giunta partenopea cosa fa per contrastare questa tendenza?
Tutto ciò che è in nostro potere. Lo scorso anno, con un bilancio di previsione elaborato in soli 15 giorni, siamo riusciti a contrarre di oltre 100 milioni la spesa comunale senza ridurre in alcuna maniera i servizi resi ai cittadini e preservando i posti di lavoro e i salari dei dipendenti comunali e delle aziende. E senza aumentare alcuna tassa o tariffa. Una operazione di aggressione meticolosa, caparbia e feroce agli sprechi e ai costi della politica del passato. Anche con riferimento alle società del Comune, dove abbiamo anche drasticamente ridotto le spese per i Cda ed avviato una riorganizzazione che sta già dando frutti importanti.
Critica il governo perché taglia la spesa e poi rivendica i tagli alla spesa comunale?
Gli addetti ai lavori comprendono bene che non c'è contraddizione. Vede, sostengo da tempo che per uscire dalla crisi occorrerebbe una politica espansiva. Ma nell’ordinamento italiano i Comuni subiscono le decisioni macroeconomiche del governo e delle regioni. Soprattutto nel caso dei Comuni del Mezzogiorno, la dipendenza dai trasferimenti statali è tale che se il governo taglia drasticamente i trasferimenti ai Comuni questi ultimi non possono che disporsi a contrarre la spesa. Io rivendico il fatto che sin qui la Giunta de Magistris sia riuscita ad assorbire del tutto i tagli dei trasferimenti, azzerando i costi delle politiche clientelari del passato, senza alcun onere per i cittadini e senza alcun incremento della pressione fiscale.
Si proseguirà quindi in questa direzione con il bilancio di previsione 2012?
Certo, ma il governo è andato troppo oltre. Il governo usa i Comuni come dei bancomat, prendendosi il cinquanta per cento del gettito dell’IMU, la tassa municipale sugli immobili che ha sostituito l’ICI. E nel 2012 ai cento milioni di nuovi tagli di Monti si aggiungono anche i pesanti tagli regionali, soprattutto a danno delle nostre società dei trasporti. Pensi che i tagli della Regione ai trasporti superano i cinquanta milioni negli ultimi due anni. E su tutta una serie di programmi ed opere che riguardano le nostre società, dal Caan a Bagnolifutura a Sirena, gli stanziamenti regionali si fanno attendere da troppo tempo, mettendoci in seria difficoltà. Anche sui grandi eventi come l’America’s Cup e il Forum delle Culture la Regione Campania centellina le risorse, mentre occorrerebbero investimenti massivi per aiutarci a rigenerare la città e in particolare le aree ex industriali e il centro storico. Per tutte queste ragioni, continueremo a contenere la spesa e a dare la caccia agli sprechi, ma oramai la sensazione è di non avere grandi margini di contenimento ulteriore della spesa. Non siamo praticamente più in condizione di procedere a nuovi tagli senza intaccare i servizi e garantire i posti di lavoro. E tutto ciò sarebbe disastroso. Per rilanciare l’economia cittadina servono servizi pubblici locali decorosi e non certo una disoccupazione ancora maggiore.
E quindi? Con questa premessa cosa ci riserverà il bilancio di previsione 2012? Maggiori tasse?
Noi dobbiamo tenere insieme una duplice esigenza. Da un lato, compensare almeno in parte gli ulteriori cento milioni di tagli dei trasferimenti dal centro e dall’altro difendere le fasce povere della cittadinanza, particolarmente colpite dalla crisi. Il che significa non aumentare le tariffe di cose come le mense scolastiche, gli asili e il trasporto pubblico. E ovviamente non aumentare la pressione fiscale sulle fasce di reddito più basse. Anzi io credo che compatibilmente con il quadro che sortirà dalla manovra complessivi di bilancio occorrerà fare un’attenta riflessione sull’addizionale Irpef sui redditi più bassi, che a Napoli attualmente è pari al cinque per mille, per verificare se vi sono margini per una riduzione. Farò ogni sforzo in questa direzione. Per fare tutto questo non possiamo che chiedere un contributo alla parte economicamente più solida della città. Con il sindaco e la Giunta rifletteremo in questi giorni sulle decisioni da assumere. La mia opinione comunque è che si debba utilizzare la leva dell’Imu per chiedere di più a coloro che posseggono più di un immobile, soprattutto se sfitto.
Sul versante delle società partecipate cosa dobbiamo attenderci?
La nostra politica resta orientata al rigore nel pubblico per la difesa del pubblico. Lavoriamo quotidianamente per abbattere i costi e renderle sempre più efficienti le società, senza rinunciare al controllo pubblico e difendendo i diritti dei lavoratori. E stiamo portando avanti progetti importanti, come quello della nuova società della mobilità, che nascerà entro fine anno dalla fusione di ANM, Metronapoli e Napolipark, e che sarà la più grande impresa del Mezzogiorno nel settore.
Insomma cosa si aspetta da questo bilancio di previsione?
Mi aspetto che con la guida del Sindaco la Giunta colga l’opportunità di fare una operazione che prosegua nella direzione del riequilibrio dei conti e della equità distributiva, creando le condizioni per rilanciare la macchina amministrativa, anche attraverso un futuro inserimento di giovani. Si tratta di esigenze inderogabili, perché senza enti locali risanati ed efficienti, finalmente liberi delle zavorre clientelari e della mala amministrazione del passato, e senza un sistema di sicurezza sociale minimo non ci può certo essere rilancio per l’economia locale.
Pd e a Sel entreranno in giunta?
Decide il sindaco. Ma la questione dipende anche dal Congresso del Pd e dagli assetti politici con i quali il centrosinistra si presenterà nel 2013.
Realfonzo: buche stradali, "interverremo presto con la Napoli Servizi"
Realfonzo: buche stradali, "interverremo presto con la Napoli Servizi"
Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 2012
Sulla questione delle buche stradali è intervenuto ieri l'assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo. "Vanno registrate - dice - le attività in atto tra Amministrazione Comunale e Napoli Servizi. Con il nuovo CdA stiamo lavorando al rilancio della società stessa con azioni di riorganizzazione e di efficientamento complessivo, che stanno rendendo disponibile il 20 per cento delle risorse umane da dedicare a nuove attività e nuovi servizi per la città. Uno di questi è proprio l'intervento per la riparazione delle buche stradali”. Nel nuovo piano industriale della Napoli Servizi è prevista la creazione di un servizio di manutenzione stradale composto da circa 50 lavoratori distribuiti su più turni per garantire un intervento sulle 24 ore. Quattro squadre del turno mattutino (dal lunedì al venerdì) realizzeranno interventi di risanamento degli strati superficiali della pavimentazione stradale fino ad una profondità massima di 70-150 mm, con posa in opera fino a 10 metri cubi complessivi di asfalto a caldo. Un’ulteriore squadra sarà attiva al mattino, due di pomeriggio e una di notte e nei giorni festivi per eseguire azioni di pronto intervento stradale (come transennamenti, riempimento buche con asfalto a freddo, spargimento sale e altro). Il servizio, che ha naturalmente carattere aggiuntivo rispetto al rifacimento complessivo dei manti stradali, prevede il coinvolgimento delle Municipalità che potranno segnalare le emergenze, e sarà attivato nel corso del mese di aprile. Oltre alla maggiore percorribilità delle strade e conseguente migliore qualità dei servizi ai cittadini, un altro effetto vantaggioso per il Comune sarà la riduzione dei danni ad auto e persone che le buche creano e, di conseguenza, del contenzioso che ne deriva.
“Le azioni avviate nelle società partecipate, ed in particolare nella Napoli Servizi per aumentarne l’efficienza – ha sottolineato l'Assessore Realfonzo - dimostrano che è possibile riorganizzare il lavoro liberando risorse umane e destinandole a nuove attività per migliorare i servizi resi ai cittadini senza incrementare i costi. Il nuovo servizio di manutenzione stradale è solo una delle novità di un riassetto più complessivo del sistema delle società partecipate dal Comune che riguarda anche la Napoli Servizi.
Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 2012
Sulla questione delle buche stradali è intervenuto ieri l'assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo. "Vanno registrate - dice - le attività in atto tra Amministrazione Comunale e Napoli Servizi. Con il nuovo CdA stiamo lavorando al rilancio della società stessa con azioni di riorganizzazione e di efficientamento complessivo, che stanno rendendo disponibile il 20 per cento delle risorse umane da dedicare a nuove attività e nuovi servizi per la città. Uno di questi è proprio l'intervento per la riparazione delle buche stradali”. Nel nuovo piano industriale della Napoli Servizi è prevista la creazione di un servizio di manutenzione stradale composto da circa 50 lavoratori distribuiti su più turni per garantire un intervento sulle 24 ore. Quattro squadre del turno mattutino (dal lunedì al venerdì) realizzeranno interventi di risanamento degli strati superficiali della pavimentazione stradale fino ad una profondità massima di 70-150 mm, con posa in opera fino a 10 metri cubi complessivi di asfalto a caldo. Un’ulteriore squadra sarà attiva al mattino, due di pomeriggio e una di notte e nei giorni festivi per eseguire azioni di pronto intervento stradale (come transennamenti, riempimento buche con asfalto a freddo, spargimento sale e altro). Il servizio, che ha naturalmente carattere aggiuntivo rispetto al rifacimento complessivo dei manti stradali, prevede il coinvolgimento delle Municipalità che potranno segnalare le emergenze, e sarà attivato nel corso del mese di aprile. Oltre alla maggiore percorribilità delle strade e conseguente migliore qualità dei servizi ai cittadini, un altro effetto vantaggioso per il Comune sarà la riduzione dei danni ad auto e persone che le buche creano e, di conseguenza, del contenzioso che ne deriva.
“Le azioni avviate nelle società partecipate, ed in particolare nella Napoli Servizi per aumentarne l’efficienza – ha sottolineato l'Assessore Realfonzo - dimostrano che è possibile riorganizzare il lavoro liberando risorse umane e destinandole a nuove attività per migliorare i servizi resi ai cittadini senza incrementare i costi. Il nuovo servizio di manutenzione stradale è solo una delle novità di un riassetto più complessivo del sistema delle società partecipate dal Comune che riguarda anche la Napoli Servizi.
Così propongo di riorganizzare la macchina comunale

Così propongo di riorganizzare la macchina comunale
di Riccardo Realfonzo
Repubblica Napoli, 10 febbraio 2012
Caro direttore, in relazione agli articoli apparsi ieri e il giorno precedente su queste colonne con oggetto i temi del lavoro e della macchina comunale, è indispensabile puntualizzare alcuni aspetti. Negli articoli in questione, prendendo spunto da documentazioni curiosamente contraffatte circolate in questi giorni, si assume che sarebbe mia intenzione, come assessore al Bilancio del Comune di Napoli, proporre un taglio ai salari dei dipendenti comunali.
Chiunque conosca il mio operato e più in generale la linea politica della giunta de Magistris comprende bene che ciò non è assolutamente immaginabile, né da noi è auspicato, visto che al contrario l’intera giunta è impegnata per difendere il salario dei dipendenti comunali dai tagli del governo e dal blocco della contrattazione collettiva. La verità è ben diversa. La verità è che nel quadro delle proposte per il bilancio di previsione 2012 io ho inteso proseguire lungo l’azione di rigore, risanamento ed efficientamento del Comune e delle società comunali che erogano i servizi pubblici fondamentali in città, intrapresa sin dal giugno scorso. Si tratta di una linea che chiede a tutti — in tempi di crisi e forti tagli dei trasferimenti decisi dalla politica economica nazionale — il massimo rigore nell’utilizzo dei fondi pubblici e il più grande sforzo di produttività e impegno. In questo quadro, ho avanzato anche un pacchetto di proposte concernenti la riorganizzazione della macchina comunale finalizzate a migliorare la qualità e la quantità dei servizi ai cittadini e valorizzare il personale interno. Nel merito, le proposte che ho avanzato riguardano una riorganizzazione dei tempi di lavoro tale da garantire l’apertura pomeridiana degli uffici, l’allungamento dell’orario degli asili e delle scuole materne e una diversa modalità di distribuzione del salario accessorio che possa destinare più risorse a premiare i lavoratori più produttivi. Anche una serie di altre mie indicazioni va nella direzione di esaltare la qualità del lavoro e premiare l’impegno e il merito. Ho proposto, infatti, che si proceda con i concorsi per le progressioni di carriera (già banditi ma mai realizzati), con i concorsi per i dirigenti, al fine di ridurre sempre più il numero di contratti attribuiti con nomine fiduciarie, e ho anche chiesto lo sblocco dell’attribuzione degli incarichi di responsabilità prorogati da anni. Come si vede, nessuno intende minimamente tagliare i salari dei lavoratori, fatta eccezione per i livelli più alti dei salari dirigenziali sui quali credo che una qualche riduzione — peraltro chiesta anche dal consiglio comunale — sarebbe opportuna. Certo, alcune di queste misure potrebbero determinare delle economie, ma in ogni caso esse andrebbero riversate sui lavoratori stessi, premiando l’impegno e il merito, oltre che permettendo l’assunzione di altri giovani selezionati dal concorso pubblico. Dobbiamo necessariamente superare l’assetto della macchina comunale ereditato dal passato, con tutte le sue inefficienze e incongruenze. I lavoratori del Comune devono essere posti nelle condizioni di operare al meglio e i cittadini napoletani hanno diritto a più servizi e a più qualità. In ogni caso, si tratta di questioni che saranno oggetto di discussione in giunta, in consiglio comunale e coni sindacati. E su questi temi, caro direttore, mi permetto di suggerire al suo giornale di aprire un dibattito. D’altra parte, a nessuno sfugge che per noi è un dovere morale proseguire lungo questa strada, che è semplicemente quella della buona amministrazione.
Napoli rispetta il Patto di Stabilità
COMUNI: ASSESSORE NAPOLI, PATTO STABILITA' RISPETTATO
REALFONZO, PER 2012 GOVERNO RIVEDA REGOLE DELETERIE PER CITTA'
(ANSA) - NAPOLI, 10 GEN - "Quando si è insediata la giunta il Comune di Napoli aveva sforato il patto di 63 milioni di euro, oggi siamo risciti a rispettare il patto di stabilità evitando il dissesto del Comune". Così l'assessore al bilancio del Comune di Napoli, Riccardo Realfonzo, ha presentato oggi i risultati ottenuti dall'amministrazione comunale cittadina che é riuscita a rientrare nel patto di stabilità per il 2011. "Alla metà di giugno - ha spiegato Relfonzo - il Patto di
Stabilità risultava gravemente sforato per oltre 63 milioni di euro. Grazie all'azione di risanamento, immediatamente intrapresa con il bilancio di previsione e proseguita nei mesi successivi, caratterizzata dal contenimento delle spese della macchina comunale e delle società partecipate, dal taglio ai costi della politica, dalla riduzione del ricorso all'indebitamento, dalla sospensione momentanea dei pagamenti per lavori, il Comune è riuscito a rispettare il patto evitando
conseguenze disastrose per i cittadini napoletani e sventando il rischio del dissesto". Realfonzo ha poi fatto riferimento al 'tesoretto' di 70 milioni che ora potrà essere usato dal Comune per effettuare "pagamenti per opere pubbliche di importanza strategica". "Posso affermare - ha proseguito - che questa volta Napoli
ha dato lezioni in fatto di buona amministrazione. Il Patto di Stabilità Interno è uno strumento molto discutibile, perché prociclico: l'economia italiana è in recessione e il Patto costringe i Comuni a non spendere importi che hanno in cassa,
bloccando i pagamenti e danneggiando il tessuto economico locale. Noi critichiamo il Patto, ma siamo la Giunta della legalità e quindi lo rispettiamo. Mentre grandi città, ben più prospere di Napoli, non rispettano il Patto, come Torino, o vengono aiutate, come Milano, che ottiene l'esclusione delle spese per l'Expo dai vincoli del Patto e comunque fa ricorso alla vendita di importanti assets strategici, come SEA e l'autostrada Serravalle. Per non parlare di Roma che ha sul Patto una morbida normativa specifica e che pertanto non è sottoposta a tutti i vincoli cui, tra le grandi città, in fin dei conti la sola Napoli ha dovuto sottostare". L'assessore Realfonzo afferma quindi che "per il 2012 è essenziale che il governo riveda il patto di stabilità. Dai nostri primi calcoli emerge che l'obiettivo del Patto che il
Comune di Napoli dovrebbe centrare si inasprisce ancora molto e che sarebbe ben difficilmente sostenibile oltre che deleterio per una città già duramente colpita dalla crisi". (ANSA).
REALFONZO, PER 2012 GOVERNO RIVEDA REGOLE DELETERIE PER CITTA'
(ANSA) - NAPOLI, 10 GEN - "Quando si è insediata la giunta il Comune di Napoli aveva sforato il patto di 63 milioni di euro, oggi siamo risciti a rispettare il patto di stabilità evitando il dissesto del Comune". Così l'assessore al bilancio del Comune di Napoli, Riccardo Realfonzo, ha presentato oggi i risultati ottenuti dall'amministrazione comunale cittadina che é riuscita a rientrare nel patto di stabilità per il 2011. "Alla metà di giugno - ha spiegato Relfonzo - il Patto di
Stabilità risultava gravemente sforato per oltre 63 milioni di euro. Grazie all'azione di risanamento, immediatamente intrapresa con il bilancio di previsione e proseguita nei mesi successivi, caratterizzata dal contenimento delle spese della macchina comunale e delle società partecipate, dal taglio ai costi della politica, dalla riduzione del ricorso all'indebitamento, dalla sospensione momentanea dei pagamenti per lavori, il Comune è riuscito a rispettare il patto evitando
conseguenze disastrose per i cittadini napoletani e sventando il rischio del dissesto". Realfonzo ha poi fatto riferimento al 'tesoretto' di 70 milioni che ora potrà essere usato dal Comune per effettuare "pagamenti per opere pubbliche di importanza strategica". "Posso affermare - ha proseguito - che questa volta Napoli
ha dato lezioni in fatto di buona amministrazione. Il Patto di Stabilità Interno è uno strumento molto discutibile, perché prociclico: l'economia italiana è in recessione e il Patto costringe i Comuni a non spendere importi che hanno in cassa,
bloccando i pagamenti e danneggiando il tessuto economico locale. Noi critichiamo il Patto, ma siamo la Giunta della legalità e quindi lo rispettiamo. Mentre grandi città, ben più prospere di Napoli, non rispettano il Patto, come Torino, o vengono aiutate, come Milano, che ottiene l'esclusione delle spese per l'Expo dai vincoli del Patto e comunque fa ricorso alla vendita di importanti assets strategici, come SEA e l'autostrada Serravalle. Per non parlare di Roma che ha sul Patto una morbida normativa specifica e che pertanto non è sottoposta a tutti i vincoli cui, tra le grandi città, in fin dei conti la sola Napoli ha dovuto sottostare". L'assessore Realfonzo afferma quindi che "per il 2012 è essenziale che il governo riveda il patto di stabilità. Dai nostri primi calcoli emerge che l'obiettivo del Patto che il
Comune di Napoli dovrebbe centrare si inasprisce ancora molto e che sarebbe ben difficilmente sostenibile oltre che deleterio per una città già duramente colpita dalla crisi". (ANSA).
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