Crisi dell'eurozona, competitività e manovra 2019

Crisi dell'eurozona, competitività e manovra 2019
di Riccardo Realfonzo
economiaepolitica.it, 21 novembre 2018

economiaepolitica.it pubblica, con alcune note esplicative, le slides della conferenza tenuta da Riccardo Realfonzo al convegno dell’associazione Asimmetrie “Euro, mercati, democrazia 2018”, svoltosi a Montesilvano l’11 novembre 2018.

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Perché il Comune di Napoli è al dissesto. Realfonzo interviene a Report

Perché il Comune di Napoli è al dissesto. Realfonzo interviene a Report
Report, Rai Tre, 19 novembre 2018

Provando a spiegare al sindaco perché ha portato Napoli sull'orlo del dissesto. Le mie denunce raccolte da Report.

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La manovra del governo e la competitività italiana

La manovra del governo e la competitività italiana
Intervista a Riccardo Realfonzo
Radio inBlu, 14 novembre 2014

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La lettera del governo alla Commissione Europea sulla manovra economica

La lettera del governo alla Commissione Europea sulla manovra economica
Intervento di Riccardo Realfonzo allo speciale economia di RaiNews 24
RaiNews 24, 13 novembre 2018

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Il deficit di competitività del Mezzogiorno e del Paese. Per una nuova stagione di politiche industriali

Il deficit di competitività del Mezzogiorno e del Paese. Per una nuova stagione di politiche industriali
di Riccardo Realfonzo
Coordinatore della Consulta economica della FIOM-CGIL
novembre 2018

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Manovra economica, quanto deficit per le politiche industriali?

Manovra economica, quanto deficit per le politiche industriali?
di Riccardo Realfonzo
economiaepolitica.it, 15 ottobre 2018

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Allarme spread e disoccupazione: dibattito a RaiNews24

Allarme spread e disoccupazione
Riccardo Realfonzo partecipa allo speciale economia di RaiNews24
31 ottobre 2018

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Radio Anch'io intervista Realfonzo sul DEF

Radio Anch'io intervista Realfonzo sul DEF
Rai Radio 1, 11 ottobre 2018

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Radioinblu intervista Realfonzo sul DEF

Radioinblu intervista Realfonzo sul DEF
11 ottobre 2018

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Speciale tg economia. Intervista a Riccardo Realfonzo

Speciale Tg Economia
Intervista a Riccardo Realfonzo sul DEF presentato dal Governo
6 ottobre 2018

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Napoli, il Comune al fallimento. Il Mattino intervista Riccardo Realfonzo

Napoli, il Comune al fallimento. Il Mattino intervista Riccardo Realfonzo
di Paolo Barbuto
Il Mattino, 6 ottobre 2018


Ecco chi da sinistra plaude al DEF targato Di Maio-Salvini

Ecco chi da sinistra plaude al DEF targato Di Maio-Salvini
di Luigi Pereira
Start Magazine, 28 settembre 2018

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Def, poca crescita e debito in aumento: gli effetti della manovra Lega-M5S

Def, poca crescita e debito in aumento: gli effetti della manovra Lega-M5S
di Riccardo Sorrentino
Il Sole 24 Ore, 2 ottobre 2018

Il Sole 24 Ore, commentando il dibattito, scrive:

Per i politici, tutti, il discorso è molto semplice. Vivono una cultura - molto comoda perché invita a non chiedersi, di fronte a una misura fiscale: “Quanto costa?” - in cui aumentare il deficit significa comunque stimolare la crescita: un’impostazione detta keynesiana ma in realtà legata al nome dell’economista svedese Gunnar Myrdal e poi sviluppata da diverse correnti eterodosse postkeynesiane. In questa prospettiva, per esempio, Riccardo Realfonzo su economiaepolitica.it ha salutato la manovra («al netto delle perplessità sulla qualità») registrando «il tentativo di una soluzione di discontinuità con l’austerity del passato». Dove austerity significa anche la riduzione del disavanzo degli anni passati, in gran parte legata però alla riduzione della spese per interesse determinato dal quantitative easing della Bce e quindi non restrittiva.

DEF, una salutare discontinuità sulla finanza pubblica

DEF, una salutare discontinuità sulla finanza pubblica
di Riccardo Realfonzo
economiaepolitica.it, 28 settembre 2018

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Economia 24: confronto tra Riccardo Realfonzo e Nicola Rossi

Economia 24: confronto tra Riccardo Realfonzo e Nicola Rossi
Rainews 24, 27 settembre 2018


Tante promesse e poche risorse

Tante promesse e poche risorse
Radio articolo 1 intervista Riccardo Realfonzo. La sintesi di Rassegna Sindacale
21 settembre 2018

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Le indiscrezioni sulla manovra economica. Radio Inblu intervista Riccardo Realfonzo

Le indiscrezioni sulla manovra economica. Radio Inblu intervista Riccardo Realfonzo
Radio Inblu 6 settembre 2018

Intervista di Realfonzo al manifesto sul reddito di cittadinanza

"Abbiamo stimato come far partire il reddito di cittadinanza ma serve ben altro"
Intervista a Riccardo Realfonzo
di Massimo Franchi, il manifesto, 4 settembre 2018



Il Corriere della Sera commenta la proposta di economiaepolitica.it sul reddito di cittadinanza

I soldi del reddito di cittadinanza? Dagli "80 euro" e dalla spesa sociale
di Dario Di Vico
Corriere della Sera, 1 settembre 2018

Come finanziare il reddito di cittadinanza



Come finanziare il reddito di cittadinanza

Su economiaepolitica.it abbiamo pubblicato uno studio in cui mostriamo come può essere finanziata una prima introduzione in Italia di reddito di cittadinanza condizionato.
Ecco la tabella di sintesi:


Realfonzo al convegno FIOM-CGIL "Sulla via maestra"

Al convegno organizzato dalla FIOM-CGIL a un anno dalla scomparsa di Stefano Rodotà, interverranno Gaetano Azzariti, Sergio Cofferati, Franco Focareta, Maurizio Landini, Francesca Re David e Riccardo Realfonzo.


A Napoli De Magistrs ha scassato tutto. Conversazione con Riccardo Realfonzo

A Napoli De Magistrs ha scassato tutto. Conversazione con Riccardo Realfonzo
di Luciano Capone
Il Foglio, 9 marzo 2018

Roma. “Abbiamo scassato tutto”, gridava Luigi de Magistris dopo la trionfale elezione a sindaco di Napoli nel 2011. Ora ha scassato anche il bilancio. Le sezioni riunite della Corte dei Conti hanno respinto il ricorso del comune contro la violazione del saldo di finanza pubblica del 2016, una decisione che può portare il comune al dissesto. De Magistris si ribella e annuncia “la più grande mobilitazione  che la città di Napoli dal dopoguerra in poi abbia conosciuto”. La manifestazione sotto Montecitorio contro i debiti di qualche giorno fa  “è stata solamente un prosecco accompagnato da una tartarre”. Ancora una volta, un po’ Masaniello e un po’ Che Guevara, rilancia l’idea della “città ribelle”, ma il problema della protesta quando non diventa  cambiamento concreto è che finisce per schiantarsi con la realtà. “La situazione è molto grave – dice al Foglio Riccardo Realfonzo, economista dell’Università del Sannio – c’è un buco di bilancio drammatico”. Realfonzo è l’ex assessore al bilancio della prima giunta De Magistris, da cui se n’è andato a seguito di conflitti dopo un anno. Il sindaco dice che è colpa di chi l’ha preceduto. “Certamente De Magistris ha raccolto una eredità difficile, ma il buco nel 2011 era ancora arginabile. Su queste questioni  De Magistris alza sempre cortine fumogene. Il punto è che la delibera di ottobre della Corte dei Conti spiega che nel 2016 si è omesso di dichiarare circa 250 milioni di debiti fuori bilancio”. Il sindaco dice che è un vecchio debito che risale al  1981. “Guardi, intanto c’è il principio di continuità amministrativa. E’ un po’ come se il prossimo Presidente del Consiglio volesse disconoscere il debito pubblico italiano. Inoltre, i debiti del consorzio Cr8 del post-terremoto, cui lui si riferisce, sono meno di 90 milioni, mentre oltre 100 milioni di debiti non riconosciuti risalgono al periodo attuale. E la mancata dichiarazione di quei debiti, sottolinea la Corte, ha permesso di incrementare la spesa attuale…”. Nel privato sarebbe una specie di falso in bilancio? “Sarà la magistratura a chiarirlo. Certo che la delibera della Corte campana non parla solo di errori, ma allude ripetutamente a gravi problemi di legalità e scarsa trasparenza dei bilanci”. E adesso che succede? “Per cominciare ci sarà un taglio dei trasferimenti al Comune pari allo squilibrio registrato. Bisogna aspettare le motivazioni della sentenza per saperne la grandezza. Se il taglio fosse consistente il Comune avrebbe enormi difficoltà ad approvare il bilancio di previsione a fine mese. Poi si vedrà se la Corte approverà il nuovo Piano di Riequilibrio…”. Si va verso il dissesto? “Quando mi insediai come assessore al bilancio nel 2011 feci fare una due diligence che chiariva che o si mettevano in campo riforme radicali oppure il Comune sarebbe andato in dissesto. Spese troppo elevate, sprechi, società partecipate in ginocchio, incapacità di riscossione, grande evasione di tasse e tariffe. Ma c’erano difficoltà e resistenze e il sindaco preferì tenere le mie proposte di riforma nel cassetto. L’ultimo atto che disposi, prima di lasciare l’incarico nell’estate del 2012, fu una delibera che imponeva una ricognizione straordinaria del buco di bilancio, che fu poi quantificato in 850 milioni di euro. Già allora sarebbe stato opportuno e doveroso dichiarare il dissesto”.  Ma lei è un economista keynesiano, il suo sembra il piano di un falco dell’austerity. “Per carità, non confondiamo le cose. Gli strumenti di politica espansiva sono in mano agli Stati, i Comuni possono ben poco. E poi due più due deve fare quattro per un economista di qualunque formazione”. Il sindaco scelse di fa saltare lei e affidarsi alla creatività più che all’aritmetica. “E così facendo il buco è passato da 850 milioni a oltre 2,5 miliardi, come precisa la Corte. In assenza di riforme e capacità amministrative non poteva che andare così. Poi alcuni decreti dei governi Pd, ultimo lo spalma-debiti, hanno permesso che l’agonia si prolungasse. Il dramma è che il conto non lo ripiana il governo, ma lo pagano i cittadini. E a Napoli le tasse e le tariffe già sono ai massimi, mentre i servizi locali, dal sociale ai trasporti, sono assenti”. (l. cap).



Non sono tutti debiti del passato. Intervista a Riccardo Realfonzo

Non sono tutti debiti del passato. Intervista a Riccardo Realfonzo
di Titti Beneduce
Corriere del Mezzogiorno, 8 marzo 2018


Nel 2011, quando era assessore, lei propose di dichiarare il dissesto per evitare conseguenze più pesanti per la città. La sua linea non passò. Crede che se la sua proposta fosse stata accolta oggi Napoli sarebbe fuori dal guado?

Inizialmente, nel 2011 illustrai al Sindaco con dovizia la condizione grave in cui versava il Comune. Chiarii che o si introducevano riforme incisive, che pure proposi nel dettaglio, o sarebbe scattato il dissesto. Fu fatto poco o nulla, nonostante le insistenze mie e di altri assessori. Il mio ultimo atto da assessore fu ordinare una ricognizione dei conti che portò nell’autunno 2012 a quantificare un buco di bilancio di 850 milioni. A quel punto il Comune era di fatto in dissesto. Sarebbe stato doveroso dichiararlo subito, per evitare aumenti continui di tasse e tariffe, lo stillicidio di pratiche contabili a dir poco discutibili, l’azzeramento dei servizi pubblici locali cui abbiamo assistito, a cominciare dai trasporti. D’altronde, la mancata dichiarazione di dissesto ha fatto ampliare il buco di bilancio, che a fine 2016 ha superato i due miliardi e mezzo.

Cosa pensa di questa sentenza delle Sezioni Riunite?

Non conosciamo ancora il dispositivo di questa sentenza. Ciò che è chiaro è che essa dà ragione alla Sezione Campana della Corte dei Conti, la quale nell’ottobre scorso aveva emesso una delibera pesantissima che metteva a nudo la verità dei conti e smascherava talune procedure contabili del Comune. In particolare, la sentenza con cui le Sezioni Riunite condannano il Comune riguardano i debiti fuori bilancio maturati nel 2016. Si tratta di oltre 250 milioni di debiti che, a differenza di ciò che prevede la legge, non sono stati coperti da opportuno stanziamento in quell’anno ma ignorati, trasferiti al futuro, ampliando la capacità di spesa e violando – scrive la Corte – le norme sulla verifica degli equilibri.

Ma è vero che si trattava di debiti del passato?

In parte, come nel caso del famoso debito verso il Consorzio Cr8. Ma per oltre cento milioni quei debiti si erano formati nel corso dell’ultimo periodo. E comunque le norme di tutto il mondo prevedono che vecchi o nuovi che siano, piaccia o meno, i debiti non possono essere ignorati.

Quali sono le conseguenze di questa sentenza?

Gli effetti sicuri della sentenza sono il taglio dei trasferimenti al Comune di Napoli per un importo pari allo sforamento quantificato dalla Corte; il blocco delle assunzioni programmate; il blocco degli investimenti. La delibera della Corte dei Conti campana dell’ottobre scorso arrivava poi a ipotizzare responsabilità personali degli amministratori in carica “consistenti – sono parole della Corte – nell’avere deliberatamente conseguito il rispetto del saldo obiettivo dissimulando il suo sforamento” e rinviando con ciò alla Procura.  Di certo vi dovrebbe essere il taglio del 30% delle loro indennità. Vedremo se ci saranno azioni di danno erariale. L’individuazione di altre eventuali più gravi responsabilità spetta ovviamente alle autorità competenti.

Ma il taglio dei trasferimenti può portare alla dichiarazione formale di dissesto?

Non conosciamo ancora l’entità del taglio. Se fosse molto ampio, come è possibile ipotizzare, esso avrà un impatto pesante sui disastrati conti del Comune creando gravissime difficoltà nel deliberare il bilancio di previsione a fine mese, portando al limite al dissesto. Ma forse vi è un’altra maggiore insidia.

A cosa si riferisce?


Vede, la Sezione campana della Corte dei Conti ha una conoscenza tecnica molto approfondita dello stato dei conti del Comune. E per questo già nel 2013 aveva bocciato il Piano di Riequilibrio e chiesto lo stato di dissesto. Ma a quell’epoca le Sezioni romane, sorprendentemente, ribaltarono la decisione. Oggi, invece, Roma dà ragione alla Corte campana. Ebbene, chiunque abbia letto la delibera 140 dell’ottobre scorso, sa bene che la Corte campana non solo ha messo a nudo lo stato fallimentare dei conti del Comune ma ha anche sollevato pesanti perplessità sul piano della legalità e della trasparenza dei conti. In primavera questa stessa Corte dei Conti campana dovrà approvare il nuovo Piano di Riequilibrio deliberato dalla Giunta comunale il mese scorso. Mi domando: lo approverà?

Quota salari e regime di accumulazione in Italia

Quota salari e regime di accumulazione in Italia
di Rosa Canelli e Riccardo Realfonzo
Economia e Politica, 9 febbraio 2018

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The appeal: Overcoming the Fiscal Compact for a new European development

The appeal: Overcoming the Fiscal Compact for a new European development

by Philip Arestis (University of Cambridge), Jean-Paul Fitoussi (Sciences Po Paris), Mauro Gallegati (Università Politecnica delle Marche), Alan Kirman (EHESS Paris), Heinz D. Kurz (University of Graz), Marc Lavoie (Université Paris 13, Université d’Ottawa), Riccardo Realfonzo (Università del Sannio), Louis-Philippe Rochon (Laurentian University Canada), Roberto Romano (CGIL Lombardia, Està), Mario Seccareccia (Université d’Ottawa), Willi Semmler (New School, New York), Leonello Tronti (Università di Roma Tre) and others

Economia e Politica, December 15, 2017

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