Perché ho votato no al bilancio del Teatro San Carlo

 Perché ho votato no al bilancio del Teatro San Carlo

Napoli, 20 gennaio 2023

Alcuni hanno interpretato il mio voto negativo al bilancio previsionale del Teatro San Carlo come l'esito di un conflitto istituzionale. La verità è che ho cercato di fare al meglio il mio lavoro, con lo spirito di sempre: ricerca della massima efficienza e rigore nell'utilizzo delle risorse pubbliche, trasparenza, intransigenza nel rispetto delle norme. Chi vuole sapere perché ho votato NO al bilancio del San Carlo deve avere la pazienza di leggere con MOLTA attenzione la dichiarazione che ho letto ieri mattina in Consiglio e che ho depositato a verbale (Consiglio di Indirizzo del 19 gennaio 2023):
"Desidero motivare le ragioni del mio voto negativo sulla proposta di bilancio di previsione della Fondazione Teatro di San Carlo per il 2023, all’odg nel Consiglio di Indirizzo di oggi.
Prima tuttavia mi sia consentito formulare l’auspicio che nelle prossime circostanze il Collegio dei Revisori possa riunirsi prima che il Comitato di Indirizzo venga chiamato ad esprimersi sul bilancio di previsione. Dall’ultimo verbale del Collegio – il n. 272 del 19 dicembre 2022 – desumo infatti che l’analisi del bilancio di previsione 2023 da parte del Collegio è avvenuta nel pomeriggio del 19 dicembre, mentre il Consiglio era convocato al mattino.
In premessa aggiungo anche che in occasione della riunione del Consiglio del 20 dicembre scorso, la prima alla quale ho partecipato, ho richiesto a verbale una serie di chiarimenti e informazioni relativi al documento previsionale. In data 22 dicembre ho ricevuto dal Direttore Amministrativo via mail una breve nota, non firmata, contenente solo alcune parziali risposte ai miei quesiti. 
Entro ora nel merito delle ragioni del voto contrario al bilancio di previsione.
In primo luogo, lo studio della documentazione fattami pervenire dalla Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania mi ha permesso di ricostruire alcune decisioni del passato che impattano anche sul bilancio di previsione 2023 e che sono state già oggetto di critica da parte del precedente Consigliere indicato dalla Regione Campania, l’avvocato e allora Capo di Gabinetto della Regione Maurizio Borgo, come da verbale del Consiglio di Indirizzo del 14 gennaio 2022 proseguito in data 20 gennaio 2023. Il riferimento è alla nomina del Direttore Generale nella persona della dott.ssa Spedaliere da parte del Soprintendente, con determinazione del 1° aprile 2020, avvenuta senza preventivo esame da parte del Consiglio di Indirizzo e senza che tale decisione sia stata sottoposta a ratifica. Cosa tanto più significativa considerato che la figura del Direttore Generale non è prevista dallo Statuto della Fondazione, che viceversa assegna le funzioni in questione al Soprintendente. Poiché la dott.ssa Spedaliere aveva un precedente incarico presso la Fondazione in qualità di Dirigente del Settore Marketing e poiché a quanto sembra di desumere l’importo del nuovo contratto è ben più oneroso, ne consegue che il bilancio dell’ente è stato appesantito, a mio avviso impropriamente, di un rilevante extra costo. Si tratta di una vicenda di cui, come noto, è stata resa edotta la Corte dei Conti dalla Regione con comunicazione del 3 febbraio 2022. Al fine di avere contezza completa della vicenda, e conoscere l’impatto esatto sui conti della Fondazione, chiedo di ricevere dettaglio dei contratti del Soprintendente e del Direttore Generale, precisando anche gli eventuali benefit monetari e non monetari riconosciuti. Fino a qualche giorno fa, infatti, il sito riportava la notizia di un compenso in natura aggiuntivo al Soprintendente, consistente nella disponibilità di un alloggio, per un valore di 36 mila euro. Si segnala a tal fine la vigenza dell’art. 5 c. 4 del d.l. 83/2014.
Colgo a riguardo l’occasione di notare che gli uffici regionali - segnatamente la Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo - non dispongono di tutte le documentazioni necessarie e in alcuni casi richieste alla Fondazione. Anche una ultima richiesta di documentazioni ha registrato una risposta non positiva da parte del Soprintendente; il riferimento è a una lettera del 7 dicembre 2022 indirizzata al dirigente regionale di staff 93 DG 12. A riguardo, invito a far pervenire le documentazioni richieste dalla Regione la quale, attribuendo ingenti risorse pubbliche alla Fondazione, ha doveri rigorosi di controllo e rendicontazione.
Sotto questo aspetto, per mia completezza di informazioni, colgo l’occasione per richiedere il calendario delle convocazioni del Consiglio di Indirizzo degli ultimi 3 anni e le relative verbalizzazioni.
Sussistono poi altre ragioni di perplessità sulla redazione del previsionale che determinano l’espressione contraria di voto.
Il Budget 2023 è costruito con il discutibile criterio del finanziamento storico per la determinazione delle entrate. Sarebbe più prudente, e a mio avviso più corretto, ricorrere a un principio maggiormente prudenziale, anche con specifico riferimento al contributo della Regione Campania. È infatti ben noto che negli scorsi anni la Fondazione ha tratto grande vantaggio da un impegno straordinario della Regione. Basti pensare che nel 2022 la Regione Campania ha erogato contributi per 7 milioni di euro alla Fondazione, tra risorse a bilancio e fondi POC, mentre contemporaneamente la Regione Lombardia destinava poco più di un milione e ottocentomila euro al teatro Alla Scala. Con quel finanziamento la Regione Campania si accollava sostanzialmente, da sola, circa il 20% dei costi complessivi annui della Fondazione. Assumere una conferma di questo stanziamento è certo eccessivo, anche considerate le dichiarazioni a verbale del precedente Consigliere di nomina regionale il quale ha più volte fatto riferimento a una sospensione dei finanziamenti alla Fondazione in attesa dei chiarimenti richiesti. Allo stato, la Regione Campania ha deliberato il finanziamento di 5 milioni di euro a bilancio ordinario e ha sospeso ogni ulteriore decisione in merito ai fondi POC in attesa di risposte alle questioni allora e qui poste. Non credo in ogni caso che l’eventuale stanziamento regionale relativo ai fondi POC possa avere la stessa dimensione del 2022.
Sempre con riferimento alle entrate, segnalo che il previsionale 2023 mostra una composizione delle entrate piuttosto squilibrata dal momento che per oltre i tre quarti esse dipendono da finanziamenti di terzi e non da entrate caratteristiche: vendita biglietti, prestazioni, eccetera.
Desta inoltre perplessità la specifica previsione da entrate per bigliettazione e abbonamenti. È ben noto che nei primi tre mesi dell’anno 2023, a causa lavori, gli spettacoli si terranno presso il teatro Politeama. Ciò comporterà un sicuro calo delle entrate, sia perché il Politeama ha un numero di posti estremamente ridotto rispetto al San Carlo sia perché il palcoscenico più piccolo consentirà solo rappresentazioni “minori”. Nonostante ciò le entrate da bigliettazione e abbonamenti sono previste in aumento rispetto al preconsuntivo 2022, da 5,3 milioni a quasi 5,5 milioni. 
Un altro aspetto che desta più di una perplessità è relativo alla decisione di pervenire entro il 2023 a definire tutte le assunzioni utili a completare la nuova pianta organica, che prevede 392 unità. A quanto apprendo, 66 assunzioni sarebbero avvenute nel 2022 mentre per il 2023 sarebbero previste altre 22 assunzioni. Personalmente, anche per le ragioni di cui sopra, esprimo perplessità sulla sostenibilità economico-finanziaria di queste assunzioni e sul rispetto di quanto previsto dall’art. 22 c. 2 sexies del d.lgs. 367/1996. A questo proposito, chiedo di ricevere un quadro analitico dei costi del personale, dettagliati per funzioni e con specifiche di eventuali bonus/posizioni organizzative/indennità varie.
A quanto affermato aggiungo che il previsionale 2023 contiene alcune stime di specifici costi ben inferiori al dato effettivo riscontrato nel 2022; ad esempio, spese per trasporti masse artistiche, parrucchiere e trucco, nolo allestimento scenico, eccetera. Alla mia richiesta formulata nella precedente riunione del Consiglio, il documento che mi è stato inviato via mail lo scorso 22 dicembre si limita ad affermare che i costi previsti per l’anno 2023 sono il risultato delle stime delle singole Direzioni in relazione all’attività artistica programmata. Si tratta in effetti di una non-risposta. Resto dunque in attesa di chiarimenti specifici a riguardo.
Ancora una perplessità concerne l’appostamento relativo al Fondo accantonamento Rischi. Infatti per il 2023 si osserva una previsione di appostamento di soli 90mila euro, contro 1,2 milioni del preconsuntivo 2022. Non comprendo come possa essere giustificato questo ridotto appostamento.
Alcuni chiarimenti mi sono necessari anche in relazione alle posizioni debitorie verso lo Stato e per il fondo pensione. In particolare, mi pare di comprendere che a seguito dell’ultimo commissariamento sussisteva al 30 giugno 2022 ancora un debito verso lo Stato per 19,8 milioni, il che determinava una spesa annua di circa 1,5 milioni a carico del bilancio di esercizio. Ebbene, vorrei conoscere il piano di rientro da tale posizione debitoria.
Mi siano consentite ancora due osservazioni in tema di solidità finanziaria della Fondazione e verifica degli equilibri. La Fondazione vanta consistenti crediti verso la Regione Campania che, da quel che ho appreso, sono dovuti a mancata o incompleta rendicontazione da parte della Fondazione. Agli uffici regionali risultano ancora da rendicontare poco oltre 9 milioni di euro. Si invita a procedere più speditamente alle rendicontazioni per rafforzare la posizioni finanziaria dell’ente. Infine, sempre in tema di crediti verso la Regione, nell’ambito dell’annuale processo di circolarizzazione dei debiti e dei crediti che la Regione effettua quale atto preliminare alla predisposizione del proprio consolidato, è emersa una preoccupante discrasia tra il dato comunicato dalla Fondazione e quello risultante agli atti. Con particolare riguardo all’ultima annualità disponibile – l’anno 2021 – risulta una differenza di oltre 1,7 milioni di euro tra il maggior credito risultante nelle scritture contabili della Fondazione e il correlato debito risultante presso la Regione. Si rende necessaria ogni opportuna verifica per rendere coerenti i dati relativi al 2002”.

Realfonzo: stabilizzare il debito (senza austerità) e una voce autonoma sul conflitto

Realfonzo: niente austerità, sostenere i salari e una voce autonoma sul conflitto

di Raffaele Ricciardi

La Repubblica, 26 settembre 2022



Riccardo Realfonzo, presidente del fondo pensione Cometa dei metalmeccanici, il principale fondo italiano, con 450mila iscritti e 14 miliardi di patrimonio, mette il cappello dell’economista keynesiano per rispondere alle domande su rischi e priorità del nuovo governo. A cominciare dall’impegno, assunto dal governo Draghi, di tenere i conti sotto controllo. «Con le previsioni di crescita a zero virgola per il 2023 è utopistico abbattere il debito», dice. «L’obiettivo dovrà essere una stabilizzazione del rapporto col Pil, ben sapendo che l’austerità peggiora i conti».

Ci sono dunque buone ragioni per uno scostamento di bilancio?

Se serve a evitare il fallimento delle imprese e a realizzare politiche industriali, va fatto. D’altronde, è solo con la crescita che si stabilizza il debito. L’emergenza attuale però impone una risposta europea: un intervento comunitario per sostenere le aziende e i salari reali. Penso a un Recovery perfezionato, una nuova emissione di debito comune che non gravi sui singoli Paesi. Si può fare. Sin qui abbiamo visto fulmini in lontananza, la tempesta sull’economia non è ancora arrivata.

In Europa andranno ridiscusse le regole sui bilanci. La nuova Italia sarà credibile?

È il tema da cui dipende il destino nostro e dell’Unione monetaria. Con le vecchie regole del Patto di Stabilità l’Europa stava per disintegrarsi. Servirebbe un governo autorevole che chiedesse una unione di bilancio, meccanismi di controllo degli shock asimmetrici e una banca centrale che superasse il tabù del finanziamento delle politiche fiscali. Se l’Unione Europea non si muove in questa direzione e non fa sentire una voce autonoma anche sul conflitto, finirà stritolata dal braccio di ferro tra Usa e Russia-Cina. 

L’esecutivo avrà sul tavolo anche privatizzazioni e partite industriali come la rete unica. Uno Stato che imperversa sul mercato è un fattore di rischio?

Più che un rischio è una necessità, lo dimostrano le cronache di questi giorni dalla Germania (nazionalizzazione di Uniper, ndr) alla Francia (Edf, ndr). L’epoca d’oro della globalizzazione è terminata: sarebbe ridicolo continuare a decantare le virtù del mercato sempre e comunque, bisogna prendere atto di alcuni fallimenti del mercato.

E le regole della concorrenza?

Se parliamo di liberalizzare i servizi per i cittadini, o di concessioni, vanno ripristinate. Ma con rigorosi controlli pubblici. E senza ingenuità. Nel mondo vince la centralizzazione dei capitali: attenzione a difendere i nostri campioni nazionali.

Il governo deve riformare Pensioni e Reddito di cittadinanza. Come?

I giovani precari avranno tassi di sostituzione alla pensione bassissimi, servono sistemi di alimentazione delle loro contribuzioni e superare la precarietà. Poi ci sono 220 miliardi raccolti dalla previdenza complementare italiana, di cui solo 5 investiti in imprese italiane e il resto all’estero. Una assurdità. È urgente introdurre meccanismi di garanzia sui rendimenti che tutelino il risparmio pensionistico e inducano i cda dei fondi a investire nel Paese. Circa il Rdc direi che si è fallito sui controlli e nell’idea che i centri per l’impiego risolvano il problema della disoccupazione. Va riformato, non cancellato, e va introdotto il salario minimo, anche come pavimento per spingere verso l’alto i salari.

Realfonzo: con il voto alle assemblee delle società Cometa sostiene i diritti dei lavoratori

Realfonzo: con il voto alle assemblee delle società Cometa sostiene i diritti dei lavoratori

ESG News, 3 agosto 2022


Cometa, il principale fondo pensione italiano di categoria, porta una piccola grande rivoluzione nel mondo degli investitori istituzionali. Il consiglio di amministrazione del fondo di previdenza dei lavoratori metalmeccanici, presieduto dall’economista Riccardo Realfonzo, ha infatti deciso che d’ora in poi parteciperà alle assemblee delle società di cui possiede pacchetti azionari ed esprimerà il suo voto sulle diverse delibere, che saranno valutate sulla base del rispetto dei diritti dei lavoratori e della sostenibilità ambientale. La novità non è di poco conto perché introduce un modo nuovo di relazionarsi tra lavoratori e imprese. In questo modo, infatti, i lavoratori potranno esprimere la propria opinione non solo nei tavoli di contrattazione usuali, ma facendo valere le proprie idee in quanto azionisti. [CONTINUA A LEGGERE]