Compensi dei manager, Cometa vota contro Siemens e Compass

 Compensi dei manager, Cometa vota contro Siemens e Compass

di Vitaliano D'Angerio

Il Sole 24 Ore, 2 marzo 2023

Dai convegni sulla sostenibilità alla pratica. Il fondo pensione dei metalmeccanici, Cometa, il più grande in Italia (450mila aderenti e 13 miliardi di euro di gestito) ha votato no ai compensi degli amministratori delegati di Siemens, Compass group (ristorazione) e Deere (macchine agricole): in tutte tre i casi, secondo Cometa, i compensi totali corrisposti ai ceo, superano significativamente le pratiche del settore e del mercato in termini di rapporto con i salari medi dei dipendenti del gruppo. Sono queste le prime indicazioni della politica di voto di Cometa, coadiuvato dal consulente Frontis Governance: nel corso dell’anno, il fondo pensione intende partecipare alle assemblee degli azionisti di 200 società quotate «per sostenere i diritti dei lavoratori sulla base dei principi fondanti il contratto collettivo nazionale dei lavoratori metalmeccanici».
L’ordine del giorno
Le aziende in cui interverrà Cometa, sono quelle presenti nell’ampio portafoglio del fondo pensione. Il voto verrà espresso quando all’ordine del giorno vi saranno temi fondamentali legati a: salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, crescita e stabilità occupazionale, integrazione dei lavoratori migranti, pari opportunità, tutela della maternità e paternità, sostegno alle iniziative di welfare contrattuale, formazione dei lavoratori, difesa dell’ambiente e trasparenza in materia di governance aziendale.
Le prossime assemblee
Nei prossimi giorni, Cometa interverrà nelle assemblee di Novozymes A/S, Novartis e Johnson Controls. «La politica di voto è lo strumento più evoluto, e all’avanguardia, con cui il fondo prosegue e rafforza il proprio impegno per la sostenibilità – ricorda Riccardo Realfonzo, presidente del fondo –. Siamo infatti convinti che un fondo pensione negoziale possa proteggere gli interessi dei lavoratori aderenti non soltanto gestendo al meglio il risparmio pensionistico ma anche intervenendo nelle principali decisioni delle aziende in materia di diritti dei lavoratori, sostenibilità ambientale e trasparenza nella governance».
Non solo aziende straniere
Ma non ci sono soltanto società straniere nel portafoglio di Cometa. Anzi. Nello stesso giorno, il 13 aprile, si terranno le assemblee di Ferrari, Stellantis e Cnh Industrial, tutte azioni detenute dall’investitore istituzionale che rappresenta i lavoratori metalmeccanici e in cui Cometa sta valutando se partecipare o meno e come votare. Il 19 aprile invece ci sarà l’assemblea di Prysmian e il 26 aprile quelle di Italgas e Bper Banca. Vedremo le prossime mosse del fondo.

Fondo Cometa voterà in 200 assemblee per i lavoratori e l'ambiente

Fondo Cometa voterà in 200 assemblee per i lavoratori e l'ambiente

di Paolo M. Alfieri

Avvenire, 1 marzo 2023

La politica di voto integra e rafforza l'impegno di Cometa per la sostenibilità. Le parole del Presidente Realfonzo

[QUI L'ARTICOLO]

Una garanzia statale per investire in Italia. La proposta di Riccardo Realfonzo

Una garanzia statale per investire in Italia. La proposta di Riccardo Realfonzo

di Vitaliano D'Angerio

Il Sole 24 Ore, 18 febbraio 2023



È la proposta dell’economista Realfonzo, presidente del fondo pensione Cometa, presentata al ministero del Lavoro. Fattore chiave: la garanzia di un rendimento minimo.

QUI LA VERSIONE ON LINE

I fondi pensione? Solo 4 miliardi sull'Italia. Incentivi per investire. Intervista a Riccardo Realfonzo

I fondi pensione? Solo 4 miliardi sull'Italia. Incentivi per investire. Intervista a Riccardo Realfonzo

di Enrico Marro

Corriere della Sera, 24 gennaio 2023


Presidente, è partito il confronto sulla riforma delle pensioni. Mi pare però si manifesti un paradosso. I sindacati chiedono di abbassare l’età pensionabile. Anche il programma elettorale del centrodestra lo prevede, ma il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, avverte che l’equilibrio del sistema è a rischio per il calo del rapporto tra attivi e pensionati. Come se ne esce?
«Aumentando i lavoratori attivi – risponde l’economista Riccardo Realfonzo, presidente di Cometa il più grande fondo pensione di categoria (metalmeccanici) -. In Italia il tasso di partecipazione al lavoro è tra i più bassi in Europa. Di questo passo arriveremo a un lavoratore per un pensionato e questo non è sostenibile. Bisogna allargare la base produttiva del Paese, minata da trent’anni di politiche di austerità».
In questo quadro che ruolo può svolgere la previdenza integrativa?
«Un ruolo straordinario. Al momento la raccolta dei fondi supera i 200 miliardi di euro. Ma solo 4 sono investiti in obbligazioni e azioni di imprese del nostro Paese, perché i cda dei fondi inseguono le maggiori opportunità presenti all’estero. E così il nostro risparmio alimenta la crescita altrove. Per questo da tempo ho proposto di creare un meccanismo che incentivi gli investimenti dei fondi pensione nell’economia reale del Paese, mediante l’introduzione di una garanzia di rendimento, con una soglia sotto la quale interverrebbe lo Stato coprendo il differenziale. Tale soglia dovrebbe essere commisurata alla rivalutazione del Tfr nel lungo periodo. Le parti sociali nell’industria metalmeccanica chiedono a gran voce politiche industriali. Questo potrebbe essere uno degli strumenti per finanziarle».
Nel 2022 il rendimento degli accantonamenti per la liquidazione, il Tfr appunto, è stato di circa il 10%, battendo i fondi pensione.
«L’anno scorso è stato disastroso per i mercati finanziari. Ma quello che interessa, come dicevo, è l’andamento di lungo periodo, dove i fondi si confermano convenienti».
Finora i fondi pensione si sono diffusi soprattutto tra i lavoratori più garantiti, quelli che in teoria ne avrebbero meno bisogno. Come si fa a diffonderli tra gli altri, in particolare i giovani?
«Molto utile sarebbe la reintroduzione di un meccanismo silenzio assenso di sei mesi: se il lavoratore non sceglie tra Tfr e fondo pensione, viene automaticamente iscritto al fondo. Ma servirebbe anche ridurre la tassazione. Oggi i rendimenti annuali sono soggetti a un prelievo del 20%, ridotto al 12,5% per i titoli di Stato; poi scatta la tassazione sulle prestazioni. Si dovrebbe intervenire per ridurre il carico fiscale sui fondi a partire dalla detassazione dei rendimenti in fase di accumulo. Poi c’è un problema drammatico che riguarda i giovani che, a causa dei rapporti di lavoro precari, rischiano di avere pensioni da fame. Occorrerebbe riportare al centro il contratto a tempo indeterminato e in ogni caso introdurre una pensione di garanzia pubblica per evitare queste situazioni». 
Come si prospetta il 2023 per Cometa?
«Bene. Con 460mila iscritti e un patrimonio di oltre 13 miliardi siamo il primo fondo italiano. Abbiamo fatto un grande lavoro di rivisitazione dei comparti, tenendo conto della volatilità dei mercati e dando maggiore spazio di manovra ai nuovi gestori perché la nostra prima mission e l’aumento dei rendimenti. Quest’anno, inoltre, porteremo a regime la nostra nuova politica di voto per una finanza realmente sostenibile».
Può spiegare?
«Parteciperemo a oltre 200 assemblee di società di cui possediamo pacchetti azionari, per affermare i valori e il modello sociale avanzato convenuto con il contratto dei metalmeccanici. Interverremo col nostro voto a sostenere quelle delibere che vanno nella direzione di salute e sicurezza sul lavoro, crescita occupazionale, stabilità occupazionale, tutela dei migranti, pari opportunità, welfare aziendale, difesa dell’ambiente, trasparenza dei modelli di governance. E se la conduzione aziendale fosse contraria ai nostri principi, spiegheremo le ragioni del voto contrario e arriveremo al disinvestimento».